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L'AVVENTURA IN LIBANO DEL DIRETTORE DON ALFONSO E DEL VICEDIRETTORE

Il Libano oggi.


Ha ottenuto l'indipendenza dall'amministrazione francese (mandato della Lega delle Nazioni) il 22 Novembre 1943. Introdotta il 23 Maggio 1926 ed emendata in seguito numerose volte, l'ultima versione della Costituzione consiste nella Carta della Riconciliazione Nazionale Libanese dell'Ottobre 1989. Repubblica parlamentare semipresidenziale, dove il presidente, per quanto non eletto direttamente dal corpo elettorale, condivide il potere esecutivo con il primo ministro, partecipando alle sedute del Governo. Il presidente è eletto ogni sei anni da parte dei deputati. Il potere legislativo è affidato all'Assemblea dei deputati (Majlis al-Nuww¨¡b), composta da 128 deputati eletti ogni cinque anni, con suffragio universale diretto. Il diritto di voto si esercita a partire dall'età di ventuno anni. L'elemento più importante del sistema politico libanese è il confessionalismo, ossia un assetto istituzionale, in cui l'appartenenza religiosa di ogni singolo cittadino diventa il principio ordinatore della rappresentanza politica e il cardine del sistema giuridico. Anche gli incarichi amministrativi sono suddivisi tra le differenti confessioni religiose, secondo un meccanismo predeterminato di quote riservate, che sono attribuite a ciascun gruppo, in funzione del suo peso demografico e sociale. In base a una convenzione costituzionale risalente al "patto nazionale" (al-m¨©th¨¡q al-watan¨©) del 1943, che integra o interpreta la costituzione del 23 maggio 1926, le più alte cariche dello stato sono assegnate ai tre gruppi principali: il presidente della repubblica è maronita, il primo ministro è sunnita, mentre il presidente del parlamento è sciita. Il Libano ha una lunga tradizione di politiche economiche, basate sulla concorrenza e il libero scambio, che prevedono una rigorosa applicazione del segreto bancario, anche se recentemente è stato approvato un testo di legge contro il riciclaggio di denaro e l'assenza di restrizioni riguardanti i movimenti di capitale e gli investimenti diretti dall'estero. Le guerre civili hanno seriamente danneggiato l' infrastruttura economica del Libano, riducendo della metà della produttività nazionale e lasciando il Paese praticamente solo nel ruolo di zona franca e centro bancario del Medio Oriente. Negli ultimi anni, il Libano ha ricostruito gran parte delle sue infrastrutture fisiche e finanziarie, grazie a un oneroso indebitamento, prevalentemente con le banche domestiche. Nel tentativo di ridurre il fluttuante debito nazionale, il Governo ha iniziato un programma di austerity, rallentando le spese istituzionali, incrementando i ricavi fiscali e privatizzando le imprese statali. Le iniziative di riforma economica e finanziaria, tuttavia, sono entrate in stallo e il debito pubblico ha continuato la sua impennata, cresciuto a dismisura nel periodo bellico, giunto nel 2005 al 200.7% del PIL. Il conflitto tra Israele e gli Hezbollah (Luglio-Agosto 2006) ha, infine, causato al Libano un danno infrastrutturale stimato in circa 3,6 miliardi di dollari e le tensioni politiche interne continuano tuttora a ostacolarne l'attività economica. L'Italia è il primo partner commerciale del Libano e contribuisce all'11.2% delle importazioni complessive del Paese. La lira libanese (lirah in arabo, livre in francese) è la valuta ufficiale della Repubblica del Libano. Negli ultimi anni, la divisa libanese è stata non ufficialmente ancorata al dollaro USA, con un tasso di cambio di 1508 lire contro un dollaro. L'autorità monetaria che sovrintende alla circolazione della divisa è la Banca Centrale del Libano.


Nella foto, la bandiera.



Le bande rosse rappresentano il sangue puro versato per il conseguimento della liberazione. La banda bianca simboleggia la pace e la neve che copre le montagne del Libano. Il cedro verde (Cedrus Libani) simboleggia l'immortalità e la fermezza. Questo albero è citato molte volte nella Bibbia: "Il giusto germoglia come la palma, s'innalza come il cedro del Libano" (Salmi 92:13)

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